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Basilica (Papale) di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali maggiori di Roma (le altre tre basiliche sono San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano e San Paolo Fuori le Mura).

Le origini e la Madonna della Neve

La Basilica di Santa Maria Maggiore è situata sulla sommità del colle Esquilino. È la sola basilica di Roma ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte.

La tradizione vuole che sia stata proprio la Vergine Maria ad indicare il luogo dove costruire la dimora a Lei dedicata, apparendo in sogno al patrizio Giovanni e al Papa Liberio (352-366). La mattina del 5 agosto il colle Esquilino apparve ammantato di neve. Di quella prima costruzione non resta niente.

Il 5 agosto di ogni anno, in ricordo della Madonna della Neve, avviene la rievocazione del cosiddetto “miracolo della nevicata”: durante una suggestiva celebrazione viene fatta scendere dalla cupola della cappella Paolina una cascata di petali bianchi. La sera dello stesso, nella piazza davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, si svolge uno spettacolo di suoni e luci, durante il quale una nevicata artificiale, di grande effetto scenografico, cade dal caldo cielo stellato dell’estate romana.

Il campanile più alto di Roma

Il campanile, in stile romanico rinascimentale, è alto 75 metri ed è il più alto di Roma. É stato costruito da Gregorio XI al suo ritorno a Roma da Avignone e ospita alla sommità cinque campane. Tra queste “la sperduta” richiama ogni sera alle ventuno tutti i fedeli.

Il portico della Basilica

Entrando nel portico, al centro la grande porta di bronzo realizzata da Ludovico Pogliaghi nel 1949, con episodi della vita della Vergine, i profeti, gli Evangelisti e le quattro donne che nell’Antico Testamento prefigurarono la Madonna. A sinistra la Porta Santa, benedetta da Giovanni Paolo II l’8 dicembre del 2001.

Costruzione della Basilica

L’attuale basilica risale essenzialmente al V secolo d.C.. La sua costruzione è legata al Concilio di Efeso del 431 d.C. che proclamò Maria Theotòkos, Madre di Dio, e fu voluta e finanziata da Sisto III quale Vescovo di Roma.

L’interno delle Basilica

La vastità della Basilica, lo splendore dei suoi marmi e la ricchezza della decorazione impressionano il visitatore. Costruita secondo i canoni del “ritmo elegante” di Vitruvio, la basilica è divisa in tre navate da due file di preziose colonne sulle quali corre un’artistica trabeazione: quest’ultima interrotta per la realizzazione della Cappella Sistina e della Cappella Paolina. La metà delle finestre tra i colonnati ed il soffitto furono murate per realizzare degli affreschi che rappresentano “Storie della vita di Maria”. Al di sopra delle finestre e degli affreschi, un fregio ligneo decorato da squisiti intagli rappresentanti una serie di tori cavalcati da amorini si unisce alla cornice del soffitto disegnato da Giuliano da Sangallo e completato da suo fratello Antonio. La tradizione vuole che la doratura sia stata realizzata con il primo oro proveniente delle Americhe che Isabella e Ferdinando di Spagna offrirono ad Alessandro VI.

Il pavimento

Il pavimento a mosaico fu realizzato dai mastri marmorari Cosma. L’unicità di Santa Maria Maggiore è dovuta però agli splendidi mosaici del V secolo, voluti da Sisto III che si snodano lungo la navata centrale e sull’arco trionfale. I mosaici della navata centrale riassumono quattro cicli di Storia Sacra i cui protagonisti sono Abramo, Giacobbe, Mosè e Giosuè e nel loro insieme, vogliono testimoniare la promessa di Dio al popolo ebraico di una terra e il suo aiuto per raggiungerla.

Rosone

La nuova vetrata del rosone fu realizzata nel 1995 da Giovanni Hajnal. In essa è raffigurata l’affermazione del Concilio Vaticano II secondo cui Maria rappresenta l’anello di congiunzione tra la Chiesa del Vecchio Testamento, rappresentata dal candelabro a sette braccia, e quella del Nuovo simboleggiata dal calice con l’Eucaristia.

L’abside

Nel 1300 alla Basilica venne aggiunto il transetto e fu creata una nuova abside che venne decorata con ricchi mosaici realizzati da Jacopo Torriti (Incoronazione di Maria e Storie di Maria), datati 1295. Si tratta della prima Incoronazione della Vergine absidale. Seduta sullo stesso fastoso Trono e accanto al Redentore, Maria è abbigliata con abiti regali, tipici del modulo bizantino dell’epoca e anche specifici del culto mariano a Roma.

La cappella Sistina di Santa Maria Maggiore

Sisto V incaricò il suo architetto Domenico Fontana, nel 1585, di erigere una nuova cappella monumentale, dedicata al Santissimo Sacramento per farne luogo di sepoltura per sé e per la sua famiglia. L’intero piccolo ambiente venne così spostato dalla sua posizione originaria (come annesso della navata destra) al centro della nuova cappella sotto l’altare. Fu ornata con marmi policromi e colonne provenienti dal Settizonio e da un ciclo di affreschi sulle murature che tamponarono alcune delle finestre paleocristiane. Alla fine del secolo risale la Cappella Sforza eseguita su disegno di Michelangelo Buonarroti.

La cappella Paolina di Santa Maria Maggiore

Nel giugno 1605 papa Paolo V Borghese decise di edificare in basilica la cappella di famiglia, a croce greca e dalle dimensioni di una piccola chiesa. Flaminio Ponzio ne curò l’architettura, vincolato nella pianta dalla speculare cappella di Papa Sisto V. Tra il 1611 e il 1616 fu decorata con marmi colorati, ori e pietre preziose. Alle Pareti laterali sono poste le due tombe dei papi Clemente VIII e Paolo V.

Sull’altare della cappella è l’icona della Salus populi romani, immagine dipinta della Vergine del tipo romano orientalizzante (secoli XII-XIII).

L’esterno dell’abside, rivolto verso piazza dell’Esquilino, è opera di Carlo Rainaldi, che presentò a papa Clemente IX un progetto meno dispendioso di quello del contemporaneo Gian Lorenzo Bernini.

La tomba del Bernini

“Nobile famiglia Bernini qui aspetta la Resurrezione”. Di lato all’altare maggiore, la semplicità della lastra tombale di uno dei più grandi artisti del ‘600, Gian Lorenzo Bernini.

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