Via dei Fori Imperiali

Via dei Fori Imperiali era denominata in origine Via dei Monti perché portava ai Castelli Romani. Oggi questa via prende il nome dalla presenza dei Fori Imperiali, ossia quelli di Cesare, di Augusto, di Nerva e di Traiano.

Dall’epoca romana al Medioevo

Il primo foro ad essere costruito fu quello di Cesare nel 54 a.C. . L’antico Foro Romano risultava oramai insufficiente ed inadeguato a svolgere le sue funzioni di centro monumentale ed amministrativo. A questo seguirono gli altri Fori e così, nel giro di un secolo e mezzo, Roma ebbe un grandioso centro politico-amministrativo, giudiziario e monumentale.

Nel Basso Medioevo l’urbanizzazione interessò una vasta area dei Fori Imperiali, con abitazioni, chiese e monasteri. La radicale trasformazione avvenne però alla fine del XVI secolo per volere dal cardinale Michele Bonelli che vi realizzò il quartiere denominato “Alessandrino”.

Il ‘900 dei Fori Imperiali

Nel ‘900 Roma divenne il simbolo dell’Italia completata e moderna e il fascismo si dichiarava erede della Roma imperiale. Si rese “necessario” uno stradone diritto dove si potessero celebrare le continue parate militari. Avrebbe fornito “l’impatto scenografico e simbolico degno della nuova Roma“, una “capitale rigenerata” da papi e piemontesi, una strada che potesse permettere di vedere il Pantheon da Piazza Colonna, come desidera Benito Mussolini.

Dal progetto fascista all’attuale Via dei Fori Imperiali

Una massiccia operazione di rimozione dell’intero quartiere venne effettuato tra il 1924 ed il 1932.
Via dell’Impero prevedeva però su progetto iniziale una deviazione all’altezza di via Cavour al fine di salvare il vasto giardino della villa Silvestri Rivaldi di metà Cinquecento che si estendeva su una o più domus antiche. Invece la realizzazione finale cancellò gran parte dei giardini e con essi la collina ma salvò la villa.

Questo intervento tagliò in due una delle zone più importanti e ricche di Roma, l’area dei Fori Romani e quella dei Fori Imperiali. Risulta però difficile inquadrare la zona dei Fori Imperiali destinata alle attività forensi, giudiziarie e commerciali. Qui vi era un quartiere con edifici addossati anche su antichi muri romani, templi e colonnati, conservatisi nonostante le distruzioni effettuate nei secoli. Molti materiali provenienti da questa area furono sfruttati per altre costruzioni.

Il completamento effettivo è stato però effettuato nel tempo sbalorditivo di 16 mesi, dal luglio 1931 al 28 ottobre 1932, perché doveva essere pronta per il decennale della “Marcia su Roma” della rivoluzione fascista (ma le demolizioni termineranno nell’aprile 1933).

I cambiamenti urbanistici

La concentrazione delle forze per far nascere nei tempi voluti via dell’Impero fu imponente: 1.500 gli operai lavorarono in condizioni terribili.

La Velia fu tagliata per una lunghezza di oltre 200 metri (lungo l’attuale Via dei Fori Imperiali, davanti la basilica di Massenzio e il tempio di Venere e Roma), per una altezza fra 18 e 25 metri e una profondità fra 40 e 60. Migliaia di persone furono cacciate dalle loro abitazioni e dalla botteghe artigiane e centinaia di famiglie furono disperse fra i nuovi quartieri romani in “case popolari” e nelle nuove realtà attorno a Roma.

In questa occasione furono distrutti, oltre alla collina Velia, decine di migliaia di metri cubi di antichità romane e fu rasa al suolo un’intera zona cinquecentesca con le sue chiese, i suoi palazzi ed orti (il quartiere Alessandrino).

L’inaugurazione dell’opera mussoliniana

La mattina del 9 aprile 1932, Mussolini a cavallo tagliò il nastro inaugurale della Via dell’Impero: fece seguito una massiccia sfilata di mutilati della Grande Guerra come ideale ricongiungimento dell’abnegazione patriottica moderna con il ricordo della potenza antica.

Tra il 1932 ed il 1933 vennero posizionate lungo questa via quattro statue in bronzo di quattro Imperatori Romani, poste dinanzi ai corrispettivi Fori: Cesare, Traiano, Ottaviano Augusto e Nerva. Le perfette riproduzioni degli originali, in marmo, sono conservate alcune in Campidoglio ed altre in Vaticano.

Curiosità

La prima statua ad essere collocata fu quella di Cesare. L’inaugurazione avvenne alla presenza di Mussolini ed altre autorità ma fu oggetto di una “pasquinata”. Poiché al popolo romano mancava da mangiare venne appeso al colle della statua uno sfilatino, che era la forma di un tipico pane romano con la scritta : “Cesare, tu che c’hai lo stommico de fero, magnete sto pane de l’impero”.

Via dei Fori: dal post-fascismo ad oggi

Dopo il 1945, “via dell’Impero” fu suddivisa e rinominata Via dei Fori Imperiali nel primo tratto, poi Piazza del Colosseo, Via di S.Gregorio (dall’Arco di Costantino fino al Circo Massimo) ed infine Via delle Terme di Caracalla.

Oggi Via dei Fori Imperiali va da Piazza Venezia a Piazza del Colosseo e fa parte sia del Rione Monti che del Rione Campitelli.

Appartengono al Rione Monti: il Foro Traiano (con i Mercati Traianei e la Torre delle Milizie), il Foro della Pace (detto anche il Tempio della Pace), i Fori di Cesare, il Foro di Augusto, il Foro di Nerva. Vi è anche un giardino ed una piccola scalinata che conducono alla piazza chiamata solo Foro diTraiano dove c’è la Colonna Traianea.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

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