Il Portico d’Ottavia

Il Portico D’Ottavia è il simbolo del quartiere ebraico di Roma (il Ghetto).

Origine

Il Portico d’Ottavia fu costruito da Augusto tra il 33 e il 23 a.C. e dedicato all’omonima sorella. Fu un rifacimento del precedente Portico di Metello.

Edificio

Il portico si sviluppava su pianta rettangolare con un doppio colonnato intorno ai due templi, quelli di Giunone e Giove, e sul fondo la Curia Octavia che comprendeva una biblioteca.
Il Portico d’Ottavia era arricchito di 34 statue d bronzo di Lisippo raffiguranti tra gli altri Carlo Magno e Cornelia.
L’entrata era verso il Tevere ed è la parte ancora oggi visibile con due colonne in parte interrate e l’architrave con l’iscrizione relativa al restauro di Settimio Severe del 203 d.C.

Trasformazione

Dal Medioevo il Portico d’Ottavia ospitava una pescheria.

Aneddoti storici

Nelle chiese erette presso il Portico d’Ottavia, cioè S. Angelo in Pescheria, S. Maria del Pianto e il Tempietto del Carmelo, gli ebrei erano obbligati – per non pagare una multa – ad ascoltare le prediche dei religiosi cattolici che tentavano invano di convertirli al cattolicesimo. Ma gli ebrei usavano prendervi parte tappandosi le orecchie con della cera ed attendere tranquillamente la fine della predica senza ascoltare niente.

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