Il Pantheon: simbolo della divina perfezione

Il Pantheon è uno dei luoghi più visitati dai turisti della Capitale nonché uno dei simboli della Roma Imperiale.

Cenni storici

Commissionato dall’imperatore Adriano (117-138 d.C.) nel 118 d.C, fu realizzato su progetto di Apollodoro di Damasco, architetto e scrittore romano attivo durante i regni di Traiano e Adriano, il quale decise di erigere la struttura sulle spoglie di un precedente tempio anch’esso chiamato Pantheon in quanto dedicato a tutte le divinità (dal greco pan, tutto e thèos, divinità); questo primo tempio fu voluto da Marco Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.) nel 27 a.C. ma venne totalmente distrutto da un devastante incendio.

La struttura

L’entrata del Pantheon si presenta come un pronao octastilo, ossia una struttura simile ad un tempio classico, con un timpano sorretto da tre file di otto colonne monolitiche, la prima fila in marmo grigio e le successive due file in marmo rosso.

L’ambiente preannunciato dall’entrata del Pantheon confonde e disorienta il visitatore che, una volta al suo interno, si trova in una camera circolare di ampio respiro rimanendo stupito dalla sua grandezza e dal senso di maestosità che caratterizza l’atmosfera.

La cella del Pantheon, unita al pronao da un avancorpo, è costituita da un tamburo a cupola emisferica. Il tamburo, spesso circa 6 metri, è alleggerito da 8 profonde nicchie (incluso il portale d’entrata); le nicchie all’interno del muro sono alternativamente di forma quadrangolare e circolare, proprio sopra di esse corre una trabeazione continua per tutta la circonferenza del tamburo che sporge solamente in corrispondenza dell’abside.

Il diametro interno della cupola misura 43.21 metri e culmina con un oculo (apertura circolare) con un diametro di circa 9 metri. Sul pavimento, in corrispondenza dell’oculo, vi è un sistema di scolo necessario per evitare che lo spazio interno del Pantheon si allaghi nelle giornate di pioggia; l’apertura sulla cupola è anche l’unica fonte di luce che illumina gli interni dell’edificio.
Simboli, numeri e divino

Il Pantheon e la numerologia sacra

Il Pantheon si caratterizza per una serie di connessioni tra la sua struttura architettonica, la numerologia ed il mondo del divino. Il numero 28, infatti, è alla base della progettazione dell’edificio perché, insieme al numero 6, veniva considerato “il numero” perfetto frutto della somma dei suoi divisori (1+2+4+7+14=28).

La cupola si compone di 5 anelli formati da 28 cassettoni quadrangolari; essa è concettualmente e simbolicamente collegata anche al tamburo su cui poggia perché l’altezza di quest’ultimo è uguale a quella della cupola stessa. In questo modo è idealmente possibile tracciare una sfera all’interno del Pantheon, ossia la forma solida anticamente considerata simbolo della perfezione e quindi del divino.

Il Pantheon interno
Il Pantheon a Roma, dettaglio dell’interno.
Il Pantheon oggi

Nel 609 il Pantheon è stato convertito in luogo di culto cristiano ed intitolato a Santa Maria ad Màrtyres tuttavia, grazie all’intervento della Chiesa, il Pantheon è giunto ai giorni nostri praticamente intatto e la moltitudine di turisti che quotidianamente varca il suo portone ha la fortuna di contemplare lo stesso edificio che osservavano gli occhi degli antichi romani.

Dal 1995, in occasione della Pentecoste, è stata ripristinata una celebrazione religiosa che simboleggia la discesa dello Spirito Santo attraverso la discesa di una pioggia di petali di rose rosse dall’oculo lanciati dai Vigili del Fuoco della Capitale.

Orari

Aperto tutti i giorni.
Lunedì – sabato dalle 09.00 alle 19.30
Domenica dalle 09.00 alle 18.00
Ultimo ingresso consentito: 15 minuti prima della chiusura.

Festività dalle 09.00 alle 13.00
Chiuso 25 dicembre e 01 gennaio.
Aperto 24 e 31 dicembre con orario consueto.

Link utili

Per approfondimenti Pagina ufficiale Turismo Roma
Info e prenotazioni +39 06 68300230

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

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